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Musica Elettronica E Droga: Ed Il “Rummettino?”

Musica Elettronica e Droga: ed il “Rummettino?”

C’era una volta il 1969, c’era una volta un concerto in un campo sterminato e c’erano una volta i giornali che scrivevano cose del tipo “a Woodstock solo fricchettoni e drogati!”

Ora si ricomincia, mezzo secolo dopo il bersaglio diventano i DJ: ma Musica Elettronica e Droga non sono Sinonimi!!!

Per questo articolo prendiamo spunto da un intervento di Alessandro Lippi apparso su GQ Italia, a sua volta ispirato da un articolo di un sito locale Romagnolo: Lippi fa, giustamente, il punto sulla tendenza dell’opinione pubblica ad accomunare il movimento elettronico-musicale e l’abuso di alcol e droga, dimenticando l’apporto culturale/artistico che sta dando alla nostra società.

INTENDIAMOCI: la droga c’è, esiste e fa parte di quel mondo, come di molti altri; Ne fa parte perché è un territorio in espansione costante e come tale assorbe ciò che popola la società comune!

Nel 1969, ripetiamo, si diceva che Woodstock era “solo” una manifestazione di drogati e nullafacenti: oggi si parla di quel concerto come una delle più grandi conquiste della società moderna; peccato che chi esalta il “Concerto della Pace” sia anche, spesso, anche chi non riconosce le rivoluzioni del suo tempo.

ANEDDOTO: Un annetto fa ed anche più, durante la nostra prima esibizione al WhyNot Contest, è stato creato un tormentone dagli amici dell’organizzazione: “Il Rummettino”, perché? facciamo una sintesi.

Eravamo in attesa dell’intervista pre-esibizione, seduti ad un tavolino. Mentre ce ne stavamo tranquilli ascoltiamo questa conversazione tra due “intellettuali” o “intelletualoidi” (letetra minucola evidenziata), seduti al tavolino accanto; più o meno il botta e risposta fu questo:

Donna: “Entriamo? fra un po’ c0minciano a suonare…”

Uomo: “Che fanno?”

Donna: “Una roba tipo rap…”

Uomo: (sospirando e facendo un sorso di Rum, poi con fare di sufficienza) “Sì, VABBEH, ma è Rap…”

A questo punto uno dei nostri (K), durante l’intervista decise di togliersi il sassolino dalla scarpa, facendo notare che, meno di un secolo fa, quelli che oggi vengono considerati i mostri sacri del Jazz, erano additati come gli emarginati eroinomani; i tanto decantati Poeti Maledetti, nella loro epoca erano messi ai margini… Van Gogh e Modigliani morirono da poveri…

Nessuna epoca ha riconosciuto i cambiamenti e non basta sorseggiare un “Rummettino” acconciandosi la sciarpetta per farlo: la Cultura, quella vera, vive nel domani!!!

Raccontiamo quest’aneddoto perché ci sentiamo vicini al popolo della Musica Elettronica, non solo artisticamente, ma come ideologia: sperimentare è l’unica via verso la creazione di nuove idee e chiudersi nelle proprie sicurezze precostituite è il primo passo verso l’uccisione volontaria della crescita artistica e culturale di una società.

Thelonious Monk era sì un eroinomane dei suoi tempi, ma per te che bevevi quel “rummettino” oggi è un DIO! Chissà che uno di quei DJ e Rapper che tanto odi non finisca sui libri di storia di domani…


Articolo GQ: http://goo.gl/XM9Jz1

Intervista VD Bar Capri “Rummettino”: https://youtu.be/l0YLwYarb6Y?t=5m33s


 

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