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La Siae Fa Male Alla Musica

La Siae fa male alla Musica

Ebbene sì, a questo punto non ci sono più dubbi: la Siae fa male alla Musica ed a tutte quelle forme di arte che “Tutela”, esattamente nel modo in cui la criminalità organizzata “tutela” gli imprenditori a cui chiede il pizzo per “protezione”.

Di qualche giorno fa questa notizia: un gruppo di ragazzi organizza un concerto Gratuito e di sola Musica Inedita, in memoria di quattro amici musicisti scomparsi. La notizia si diffonde e la Siae chiede all’organizzazione una fideiussione di 660,00€, “in caso avessero suonato musica edita e registrata”.

Riportiamo l’esempio fatto da un articolo che trovare a fondo pagina: è come se un comune ti chiedesse una somma di denaro quando parcheggi nella zona a strisce bianche, nel caso un giorno dovessi parcheggiare in quella a strisce “blu”.

Il risultato è che gli organizzatori hanno scelto di annullare tutto, per non darla vinta ad un meccanismo che va contro ogni principio a base della loro iniziativa.

La Siae fa male alla Musica, ma non è stato sempre così: c’è stato un tempo in cui era necessaria. Nacque ai tempi di Giuseppe Verdi, quando si sentiva il bisogno di assicurare una tutela ai diritti d’autore: era il 1882 e non c’erano altri modi per legare il nome di un’opera a quello di una persona, se non creare un registro ed un’istituzione che lo garantisse.

Oggi la situazione è ben diversa: nell’era della rete, dell’autoproduzione, della “data certa digitale” e del copyleft, la Siae davvero trova ragione di esistere come la troverebbe un custode del fuoco in un tempio.

Ma che diritti e che tutela assicura davvero la Siae ad un autore? In realtà davvero pochi: un ritorno economico a seconda di quanto, quando e dove passino le tue canzoni e la certificazione di data certa in caso di plagio: attenzione, solo una certificazione, non una tutela diretta. Questo vuol dire che nel caso qualcuno rubasse la tua canzone, saresti tu comunque a doverti difendere in tribunale, armato solo di un fogli odi carta rilasciato da un’istituzione vecchia ormai quasi un secolo e mezzo.

Esistono altre forme di tutela, rinonosciute dall’ordinamento giuridico italiano: Noi abbiamo scelto di tutelare i nostri brani tramite Copyzero, ma abbiamo comunque dovuto applicare dei bollini sui CD, perché se anche esistono varie sentenze che affermano non sia obbligatorio, si hanno notizie di multe e denunce da parte della Siae (che dovrebbe tutelare la Musica) e se no nti adegui ti ritroveresti a pagarti un avvocato.

Quindi, i nostri pezzi non sono tutelati tramite Siae, ma comunque abbiamo dovuto pagare per la semplice stampa dei CD: in altri ambiti si chiama Camorra!

La Siae fa male alla Musica e sarebbe il momento di svecchiare il sistema, prendendo atto che i tempi cambiano e che l’Italia è davvero molto indietro sul campo della tutela del diritto d’autore nel mondo moderno.

Il 10 aprile gli organizzatori di quell’evento saranno comunque in strada, nel luogo che avevano scelto, con gli strumenti in spalla, ma senza suonare: ricorderanno i loro amici nel modo in cui avrebbero voluto, con una lotta silenziosa ad un sistema fallimentare ed ingiusto.

FONTE: http://goo.gl/Jp9N5R

COPYZERO: http://www.costozero.org/wai/copyzero.html


AGGIORNAMENTO 05.04.2016

Marcia indietro dell’associazione degli autori, il cui direttore generale Gaetano Blandini ha spedito una lettera ad un odegli organizzatori del concerto ed al sindaco di Cuneo, Federico Borgna, per dare il via libera all’evento. Scrive Blandini di avere comunque provveduto lui stesso a pagare quanto dovuto per oneri Siae

http://goo.gl/X5Nl7b


 

 

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